MotivAzione: devo farlo o voglio farlo?

Autore: Gianluca Ferrauto
Pubblicato il: 1 marzo 2019

A tutti noi sarà successo di chiederci, prima di fare qualcosa: “devo farla o voglio farla”?

La differenza, apparentemente sottile, è in realtà profonda e nasce dalla nostra motivazione, dal perché farò quella cosa e di conseguenza come la farò.

Avere voglia di farlo alleggerisce la nostra fatica, ci rende maggiormente disponibili e anche il lavoro più duro risulterà meno pesante. La voglia di fare determina anche l’impegno che metterò nel fare e il circolo virtuoso si chiuderà con il probabile raggiungimento dell’obiettivo.

Tutto questo potremmo definirlo e sintetizzarlo con una frase: “La Motivazione non è altro che il motivo per agire”.

Tuttavia, per raggiungere un obiettivo non basta la voglia o la preparazione, sono necessarie diverse altre cose, per esempio conoscere le regole d’ingaggio, avere gli strumenti adeguati e infine puntare a una ricompensa, un premio (non necessariamente in denaro ma altrettanto piacevole da ottenere).

Le regole sono importanti perché guidano il nostro fare durante l’azione, infatti qualsiasi disciplina sportiva ha delle regole con le quali giocare, anche guidare la macchina senza conoscere il codice della strada  sarebbe molto pericoloso. Allo stesso modo risultano fondamentali gli strumenti, quelli adatti, poiché correre con gli zoccoli, nuotare con le scarpe piuttosto che bucare un muro con le forbici confermano quanto utili sarebbero le scarpe da corsa, le pinne e il trapano.

In sintesi, servono regole chiare e strumenti adatti.

Una volta giunti alla fine del nostro lavoro dobbiamo essere premiati, ognuno di noi vuole una ricompensa sia essa in denaro, in natura o anche semplicemente un complimento sincero e sentito da parte del capo, dai colleghi o dai collaboratori.

Nel caso di una dieta saremo ricompensati dal calo peso e dai complimenti che riceveremo, nello sport la vittoria prevede medaglie e coppe, nel lavoro un bonus, una promozione o una citazione ben fatta daranno senso e riconoscimento ai nostri sforzi.

La motivazione è dunque determinante se vogliamo fare qualcosa; tuttavia, abbiamo un ostacolo al nostro fare che non sempre identifichiamo con precisione e che limita la nostra capacità di agire, si tratta del livello di rischio che siamo disposti ad accettare. Anche qui possono aiutare un paio di esempi, se decido di mettermi a dieta per il solo piacere di sentirmi dire <<come stai bene, sei tornato in forma>> il livello di rischio è bassissimo e potremmo rinunciare o rimandare l’inizio della dieta, ma se un medico ci dicesse <<lei deve dimagrire sennò rischia la vita>> non rimanderemmo nulla e inizieremmo subito la dieta.

Quindi, se quanto sopra è condivisibile possiamo affermare che per raggiungere risultati ambiziosi serve  sacrificio e una forte motivazione che aumenti con l’aumentare della posta in gioco.

Immaginatevi gli allenamenti di un atleta che si prepara per le olimpiadi, anni di alimentazione controllata, test e verifiche settimanali, rinuncia a piacevoli serata in discoteca o altre attività sportive che potrebbero causare traumi o dolori imprevisti. Ma tutto questo perché ? Per vincere la medaglia d’oro o solo per partecipare sapendo di non avere nessuna possibilità di medaglia ? Poco importa, la motivazione c’è e il premio potrebbe essere la consapevolezza di avere fatto il massimo, al meglio delle nostre possibilità.

Proviamo ora ad analizzare quanto accade in ufficio, quali motivazioni abbiamo o troviamo per andare in ufficio tutti i giorni e come potremmo alleggerire un dovere agendolo come un piacere.

Molti lavorano perché così possono guadagnare i soldi con i quali mantenere la famiglia, godere dei propri hobbies e comprare auto, moto o quadri. Altri lavorano perché credono in quello che fanno, attività nel servizio sanitario, nell’ordine pubblico o in associazioni senza scopo di lucro hanno una forte motivazione proprio nel senso del dovere, si crede fortemente nelle istituzioni, altri ancora (purtroppo pochi o meno rispetto agli altri) lavorano per il piacere di farlo, contenti del proprio lavoro perché appassionati.

Poniamo il caso che tutti e tre i lavoratori, nonostante le differenti motivazioni, abbiano ottime capacità, buone relazioni, siano produttivi e attenti alla qualità, la domanda per voi è: <<con chi vorreste lavorare oppure chi vorreste in azienda?>>

Forse il terzo esempio è quello vincente, avere passione in ciò che si fa è uno straordinario acceleratore alla motivazione, lavorare per il piacere di farlo ci rende più disponibili e agevola l’assorbimento degli sforzi, fisici o mentali ai quali siamo sottoposti.

“Scegli un lavoro che ti piace, e non dovrai lavorare neppure un giorno della tua vita”.

Confucio

Forse Confucio esagera ma la citazione è ricca di significato e invita a riflettere così che si possa trasformare il lavoro in vero piacere con meno stress, minori obblighi, ma più gioia e più soddisfazione.

Vorrei proporvi una serie di passaggi che partendo dalla Motivazione, ci consentano di arrivare  all’Obiettivo. Questo percorso agevolerà il nostro ingaggio nell’affrontare le sfide quotidiane che la vita ci propone tanto in ufficio quanto in famiglia.

Premessa necessaria: serve stabilire a priori un obiettivo, avere un obiettivo definito ci offre il 20% in più di possibilità di raggiungerlo (“Getting More” di S. Diamond)  

  1. PERCHE’- Esplicitare la Motivazione, perché faccio o farò questa cosa
  2. REGOLE – Stabilire le Regole, come voglio giocare e con quali paletti o vincoli giocherò
  3. PERCORSO – Scegliere la Strada, vado diretto o trovo alternative  
  4. STRUMENTI – Dotarsi di Strumenti, di cosa avrò bisogno per fare questo percorso
  5. ATTEGGIAMENTO – Affrontare gli Ostacoli, evitarli mi rallenterà senza risolvere il problema
  6. AUTOSTIMA – Rafforzarsi con le Vittorie, crescerà la mia autostima e farò esperienza
  7. VALUTAZIONE – Analizzare i Comportamenti, valutare come ho agito
  8. CORREZIONE – Correggere i Comportamenti, migliorare quelli che ho valutato sbagliati
  9. PREMIARSI – Raggiungere l’Obiettivo, festeggiare e condividere

Ci sono persone che trovano motivazione nel momento del bisogno, atleti che dopo avere subito traumi terribili sono oggi campioni paraolimpici, personaggi nati e cresciuti in certi ambienti hanno completamente cambiato la loro attività affermandosi in nuovi e diversificati ruoli.

A questo punto risulta utile riprendere il tema dei valori, delle convinzioni e dei nostri comportamenti. Difficile che una persona onesta diventi un fuorilegge, non posso affermare che sia impossibile ma è davvero molto raro, altrettanto, il percorso inverso. I nostri valori sono fortissimi e ci legano a convinzioni che condizionano i nostri comportamenti (Mappa dei Livelli Logici di R. Dillts).

Viceversa, possiamo trovare maggiore possibilità di confronto se paragonassimo due persone con la stessa motivazione (seppur diversi tra loro), agirebbero nello stesso modo? No, forse si, chissà, puntando a raggiungere lo stesso obiettivo potrebbero agire differentemente spinti dalla stessa motivazione.

IL desiderio di primeggiare rende le persone determinate e purtroppo, in alcuni casi anche aggressive. Avere chiaro dove voglio arrivare è l’obiettivo che mi sono posto ma come lo raggiungerò? Onestamente, rispettando le regole, contando sulle mie sole forze, viceversa, potrò raggiungerlo usando scorciatoie, senza rispettare le regole e approfittando degli altri. Stessa motivazione ma diversi comportamenti.

Come sempre, la diversità tra gli esseri umani è così ampia che risulta difficile (quasi impossibile) coprire tutte le infinite possibilità di comportamenti e motivazioni. Resta un fatto, il rispetto delle regole imposte dalle leggi e aggiungerei dal “bon ton” identificano i comportamenti corretti da quelli scorretti, le cose giuste da fare da quelle ingiuste e di conseguenza le persone per bene da quelle per male.

La motivazione è fondamentale, se non fossimo motivati saremmo uguali a dei sopramobili, usati saltuariamente e quasi mai per qualcosa di importante. Così diventa importante e fondamentale anche la motivazione degli altri, la capacità di dare ai nostri colleghi e collaboratori un motivo per agire.

Obiettivi comuni, interessi condivisi e premi o riconoscimenti dovranno fare parte integrante del lavoro di tutti i giorni. Avere nel proprio gruppo persone motivate è bello, stimolante e crea una buona atmosfera.     I collaboratori motivati sono maggiormente disponibili, si concentrano sull’obiettivo e lavorano sereni.

Ed eccoci all’obiettivo. Scrivere quali sono le cose, gli eventi e le persone che mi motivano, cosa fanno queste persone che io non faccio ? Esercitarsi per una settimana (sarebbe meglio un mese affinché possa diventare un’abitudine) e mettere in atto comportamenti che diano motivazione a me e agli altri, rilevando le differenze di risultato ottenute.